Spalle stanche, cuore leggero

Eccoci qui, con l’irrinunciabile post di fine anno. Ebbene sì, è tempo di bilanci. Quest’anno come non mai, per quanto mi riguarda. Nel corso degli ultimi 12 mesi si sono concentrate una quantità di emozioni che se distribuite in un decennio sarebbero state comunque tante. Emozioni legate ad eventi significativi, a tappe di un percorso. Mi limito ad una veloce carrellata: la discussione della tesi per il mio diploma di laurea, il trasloco in una casa più grande, il matrimonio, il lancio della mia attività come illustratore, l’apertura dello shop online, l’arrivo di Alfeo in famiglia. Eventi carichi di significato, che hanno portato con sé anche una buona dose di stress. Ed io ho retto. Nonostante tutte le fragilità e le insicurezze, ho retto a tutto. E, sì, mi do una pacchetta sulla spalla per questo. Ho saputo godere di tutto ciò che di bello hanno portato nella mia vita questi eventi. E per me non è affatto scontato, sapete? La mia tendenza a cercare la perfezione in ogni cosa finisce spesso con l’impedirmi di mantenere una visione d’insieme. Troppo spesso mi perdo nei dettagli, lascio che compromettano la possibilità di assaporare la vera essenza delle cose. Sono ansioso. Lo sono da sempre. Dubbi più o meno esistenziali di ogni genere talvolta generano un tale livello di frustrazione da farmi credere che sia meglio mandare tutto all’aria e farmi monaco. Lontano da tutto e da tutti. Per questo sono tanto orgoglioso di me, per non essere andato in pezzi anche quando nulla sembrava andare per il verso giusto. La verità è che l’anno che sta per concludersi è stato un grandissimo investimento, sotto ogni punto di vista: affettivo, professionale, su me stesso. Non ci avrei scommesso un centesimo, eppure, con l’incoraggiamento delle persone che mi vogliono bene e a cui voglio più bene, ho almeno potuto tentare di cambiare prospettiva. Ho imparato ad essere un po’ più felice. Si, perché anche ad essere felici bisogna imparare. Purtroppo non ce lo insegnano, ma dovrebbero. Focalizzarsi su ciò che si ha anziché su quello che manca, fare pace con il proprio passato, essere indulgenti con sé stessi, perdonarsi, abbracciare le proprie imperfezioni: impariamo a farlo da soli, se siamo fortunati, ma che gran fatica! Ho capito che la vita offre tante opportunità ma ciò che ci permette di coglierle è l’amore; l’amore che ci apre gli occhi, infonde fiducia, ci fa sentire capaci e meritevoli. Le persone più straordinarie, quelle a cui dobbiamo di più, sono quelle che hanno fatto sentire straordinari noi. Ci hanno permesso di aprire il cuore a quelle possibilità, smettendo di indugiare. Nell’ultimo anno sono state tante, SIETE stati tanti. Già, è merito di tutti voi se ho saputo conservare l’entusiasmo nonostante la fatica. Mi avete fatto sentire capace di comunicare qualcosa, dando valore attraverso tanti piccoli gesti preziosi a quella che mi piace definire la mia poesia. Mi avete dato una voce, sostenuto, incoraggiato, aiutato. Avete condiviso come me pezzi di cuore, immagini, parole importanti, sorrisi. Ed ora mi sento in diritto di esprimere quello che ho da dire senza inibizione, col cuore leggero.

Per questo la mia parola di quest’anno è GRAZIE.
Mi sento pieno di gratitudine per tutto l’affetto e il sostegno ricevuto. Vorrei poter elencare tutti quelli tra di voi che si sono arruolati nel mio esercito di cuori gentili, ma siete troppi. Se potessi organizzerei un meeting per abbracciarvi tutti; siete stati terapeutici. Questo per me conta più dei bilanci, di cosa è andato bene o male. E l’augurio che mi faccio per l’anno che sta per iniziare è che continuiate ad esserci, a farmi sentire la vostra presenza, a farmi sbirciare tra le pieghe dei vostri cuori generosi.
È notte fonda, ho appena rigirato il cuscino, cercavo il lato fresco. Sto imparando ad essere felice.

Kino

Commenta