Si è spento il sole

Arrivano all’improvviso, con la stessa bellezza drammatica delle eclissi totali. Sono i momenti in cui gli occhi di Kino si rabbuiano, ritirandosi in una malinconia tutta privata e sfuggente. Non sono solo io a notarlo, che quegli occhi li conosco bene: se ne accorge chiunque che la temperatura scende bruscamente.
Un tempo ne soffrivo; cercavo di capirli, volevo rimediare, temevo di esserne la causa. Che ingenuo! Chi mai può credere di causare il transito della luna, o per quanto si sforzi accelerarne il movimento?
Ora mi godo invece il mistero del non poter sapere cosa prova in quei momenti, la nostalgia della sua breve assenza. A volte mi acciambello su di lui come un gatto. Anche se mi sembra che non gli piaccia, e che preferirebbe stare per conto suo, quasi sempre mi lascia fare: mi piace pensare che sia un privilegio riservato solo a me. E stiamo così per un po’, appiccicati e distanti, separati dalla luna. Amo questi momenti: c’è una poesia paradossale in questo esilio momentaneo dalla sua anima. E’ come se, ricordandomi che non posso averci accesso in ogni istante, diventasse per me ancora più preziosa.

Poi, di nuovo all’improvviso, il suo sguardo torna a posarsi su questo mondo, e a me sembra di tornare in paradiso.

Gino

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