Prima di partire per un lungo viaggio…ricordati che poi dovrai anche tornare!

valigia

No, no e no! Non ci voglio andare al lavoro domani! Lo so che poi incontro di nuovo i colleghi che sono tutti simpatici e che si imparano sempre tante cose nuove e che mi è sempre piaciuto andare al lavoro… ma non ci voglio andare lo stesso! Anzi, non voglio proprio andare a dormire stanotte, le mie palpebre si respingono come due calamite con la stessa polarità. Non è per il rifiuto di quello che ricomincia domani, ma per la nostalgia di quello che si chiude: e cioè il poter perdere il conto di che giorno sia, il non avere programmi precisi per la giornata, fare esperienze e vedere luoghi incantevoli, sempre accanto al mio compagno di viaggio preferito. È lì al piano di sotto che guarda la TV mentre io cerco di prendere sonno, domattina mi sveglierò al suo fianco e poi lo ritroverò a casa al ritorno dalla giornata lavorativa: eppure già mi manca quell’intimità speciale della vacanza-luna di miele.

Ma non c’è niente da fare. La nostra pur felice routine quotidiana ci strappa senza appello all’illusione breve e necessaria di una vita senza pensieri. E io per vendetta strappo alle mie ore di sonno almeno il tempo di segnarmi alcune rivelazioni manifestatesi durante gli ultimi 15 giorni di vagabondaggi terroni:

1. I tramonti sul mare andrebbero inclusi nella lista dei diritti umani fondamentali;
2. Ingozzarsi di libri nella brezza di un giardino di ulivi e fichi d’India può essere più appagante di un pomeriggio in spiaggia;
3. Per imparare il coraggio di tuffarsi da una scogliera o di attraversare un tunnel subacqueo che divide una grotta verde scuro dal mare aperto serve un’infanzia di addestramento priva di madri ansiose;
4. I paesi nordici devono avere invaso di nascosto la Puglia meridionale e parte della Basilicata, a giudicare dalla pulizia e manutenzione urbana: forse è opportuno informare il governo;
5. Rocce, pietre, caverne e montagne non sono per niente ferme e inanimate. Crollano, si spostano, avanzano, si riempiono, si spopolano, si ripopolano, custodiscono forme di vita preistoriche… Ci sembrano ferme perché la vita del più longevo di noi equivale alla durata di uno sputo sull’asfalto in una giornata di solleone. Probabilmente le farfalle che vivono solo un giorno passano la loro vita a pensare che gli umani siano tipo delle rocce ma più mobili;
6. Due settimane sono il minimo indispensabile per immergersi appieno nello spirito della vacanza; solo che dopo qualcuno ti ripesca a forza e lo spirito evaporando rapidamente ti lascia ubriaco e infreddolito ad affrontare lo shock del ritorno alla normalità.

Addio ferie, non vi dimenticherò… sigh!

Gino

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