La storia di Satine

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– Cosa facciamo adesso?
– Un castello di sabbia!
– Uhm…e se facessimo una sirena?
– Una sirena???
– Sì.
– Ma siamo capaci?
– Proviamo!

Non eravamo del tutto convinti ma iniziammo.

Spiaggia di San Vincenzo, tardo pomeriggio di inizio giugno. Poco prima avevamo fatto a gara per arrivare a nuoto ad una boa,ed io mi ero convinto che mi stava venendo una congestione in mare aperto… “sei il solito paranoico, nuota!”. Stranamente, in quell’occasione era stato sufficiente un suo sfottò per convincermi che era tutto a posto, ed eravamo arrivati alla boa. Poi per prudenza (paranoia, direbbe lui) siamo rientrati subito alla spiaggia per riscaldarci al sole.

Iniziammo ad ammonticchiare la sabbia, modellando la forma del corpo. Kino si dichiarò incompetente sul seno e lasciò l’incarico a me, dedicandosi al viso. Mentre risolvevo il problema della manicure, lui tirò fuori un’idea geniale per l’acconciatura. Provai ad abbozzare la coda ma mi venne sciatta, da pesce rosso. Intervenne: doveva essere una coda da gran sera, di quelle con la biforcazione, come si addice a una sirena regale. E così la fece. Mentre il sole calava sul mare, pian piano una sirena spiaggiata emergeva dalla sabbia e dalle nostre mani, bella nella luce del tramonto come nessuno avrebbe potuto aspettarsi.

– E’ stupenda!
– Come la chiamiamo?
– Satine.

Non avevo colto la citazione, ma andava bene. Andava bene tutto quello che diceva Kino. E poi il nome mi piaceva. Satine è la protagonista di Moulin Rouge, uno dei suoi musical preferiti.

La sirena Satine ha una storia malinconica: fu esiliata dal mare e punita con la morte per aver amato chi non poteva. Per questo, decidemmo di scrivere accanto a lei, in bella grafia sulla sabbia (ed è stata la parte piu’ faticosa!):

L’importante è aver amato…

Poi andammo a cena al ristorante più vicino, che era un po’ troppo lussuoso per i nostri bermuda e infradito, e gli asciugamani nei sacchetti di plastica del supermercato. All’inizio non volevano farci sedere, ma poi si sono convinti e ci hanno dato un tavolo: una splendida vista sul mare, due spiedini di frutti di mare e un conto da 40 euro a testa… (in effetti abbiamo preso anche un ottimo prosecco e un dolce al cucchiaio, ma perché non esagerare quando c’è ragione di farlo?).

Quando tornammo sulla spiaggia per montare la tenda, era già buio e Satine era sparita, riportata al mare dalle carezze delle onde. Vegliammo per un po’ su di lei, guardando le stelle e parlando di sogni. Forse non ce ne eravamo ancora accorti, ma ci eravamo innamorati.

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