Due cuori e un bilocale

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Tra non molto Gino si trasferirà definitivamente da me! Per la verità è già da qualche tempo che dividiamo i 50 mq del mio appartamento: il mese scorso sono riuscito a liberare dello spazio nell’armadio rinunciando, col cuore spezzato, ad una dozzina di camice. Tuttavia il suo appartamento è sempre stato li, a disposizione per ogni evenienza, per ogni malumore. D’ora in poi non sarà più così. All’inizio quest’idea mi suonava preoccupante, non lo nego. Sono lunatico in maniera patologica e questa non è certo una caratteristica che si confà alla convivenza! Non capita di rado che abbia voglia di starmene per conto mio, di non avere intorno anima viva…(credo sia il motivo per cui non sono riuscito a far sopravvivere nemmeno delle piante grasse a detta del fioraio immortali!). Ho avuto il timore di non essere in grado di contenere quel cattivo umore che la fa da padrone nelle giornate storte, quando al mattino mi accorgo che è finito il latte per la colazione. E poi Gino è così disordinato! Per la precisione, inconsapevolmente disordinato! Quello che per me è uno scenario apocalittico post uragano, per lui è soltanto un’allegra confusione che vivacizza l’ambiente. La polvere che io combatto come un nemico spietato di cui non accetto l’invincibilità, per lui è un’alleata dello stile vintage che da carattere alla mobilia.
Io sono fastidiosamente preciso, lui altrettanto fastidiosamente maldestro.
Come potevo non essere intimorito da quest’improbabile convivenza? Non potevo, appunto.
Per cui ci sono state giornate in cui il nervosismo era palpabile, la sera, al suo rientro dal lavoro. Ma non posso negare la sua buona volontà di rassicurarmi con l’impegno che mette sempre nel cercare di assecondare le mie nevrosi. Si sforza come pochi altri riuscirebbero a fare. E con gli occhi brillanti, gonfi d’orgoglio, mi chiede un abbraccio come ricompensa per essersi ricordato di riporre il detersivo per i piatti (che di solito scorda accanto al lavello). Quando si accorge, dopo aver messo le scarpe, di aver lasciato il giubbotto al piano superiore, le toglie per salire a riprenderlo, perché sa che preferisco così. Ha imparato anche a rifare il letto a regola d’arte, alla mia maniera! Gino è così, ce la mette sempre tutta per farmi contento. A volte non sono così sicuro di meritarlo, ma questo, giorno dopo giorno, ha iniziato a farmi sentire che siamo diventati una Famiglia. Lo scrivo con la F maiuscola perché siamo una famiglia vera, non una famiglia di serie b come qualcuno tenta di insinuare. Desideriamo solo renderci felici l’un l’altro. Poco per volta mi sono accorto che aspettarlo a casa ogni sera, per accoglierlo al rientro dal lavoro, facendogli trovare la cena pronta, con i salumi e il formaggio calabresi che gli piacciono tanto, e il salame di cioccolato croccante del supermercato che è più buono di quello fatto in casa, è meraviglioso. Mi fa sentire bene la gratitudine che non manca di esprimere con un gesto affettuoso. Ed anche se tutto questo non sempre è sufficiente a contenere nervosismi e malumori, basta a ricordarci che il nostro stare insieme è reso perfetto dal volerci prendere cura l’uno dell’altro, accettandoci per quello che siamo e senza mai vacillare sul nostro grande amore!
Questa convivenza è l’inizio di un’avventura che nasconde certamente delle insidie, costerà fatica ad entrambi, ma non c’è nessun’altro al mondo con cui vorrei affrontarla. Del resto si sa, a volte la famiglia è inopportuna, può diventare un peso, ma rimane sempre il nostro porto sicuro, dove troviamo amore ed accoglienza. Con Gino sarà così!

Kino

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