Ogni prezioso istante

 

“Devo liberarmi del tempo e vivere il presente, giacché non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante.” Lo scrisse Alda Merini, ed io faccio mie queste sue parole. La nostra vita è tutta nel prezioso istante che stiamo vivendo. Vivere nell’Adesso significa essere completamente presenti a sé stessi, in ogni attimo della propria esistenza, così che nessun problema, nessuna preoccupazione, nulla che non sia ciò che siamo nella nostra essenza, possa contaminare il nostro sentire. La mente ci porta sempre altrove, ci proietta in dimensioni passate o future che ci distraggono , generano ansia e fatica. Con il suo flusso di pensieri pressoché costante, ci deruba dei preziosi istanti che racchiudono il senso stesso della vita. Ma noi non siamo la nostra mente, siamo qualcosa di ben più grande. La mente è solo uno strumento, che elabora e inganna. Per lo spirito, il tempo non esiste. Esiste la nostra essenza eterna. Lungi da me vestire i panni del guru new age, ma credo davvero che accogliere e valorizzare quello che ci offre il qui ed ora, sia fondamentale per la nostra serenità. Siamo culturalmente portati a crogiolarci per i drammi vissuti e a proiettare la nostra felicità nel raggiungimento di obiettivi futuri. Così facendo il presente diventa soltanto un limbo, una zona di passaggio, ed è invece ciò che di più prezioso possediamo. Io sto cercando di assimilarlo per bene, questo principio del qui ed ora. Faccio ancora tanta fatica, ma una volta ancora Enrica mi permette di riflettere su qualcosa di importante

Io sarò il mio faro

Se un faro serve a fare luce su qualcosa, a mettere a fuoco, io, il mio, lo voglio puntare sui miei desideri. Voglio fare luce su quello che voglio davvero. Non è semplice distinguerlo da quello che si crede di volere. Fin da ragazzini, abbracciamo l’idea di un unico percorso possibile per sentirci realizzati. Un percorso fatto di tappe irrinunciabili. Una dopo l’altra, cerchiamo di soddisfare le aspettative esterne che sembrano tanto importanti. Si finisce col non riuscire ad ascoltarsi. Forse perché si ha paura di scoprire che i propri desideri sono diversi da quello che altri avrebbero voluto per noi. Da quello che noi stessi avremmo voluto. Desideri che ci rendano “giusti” agli occhi del mondo, omologati ad un modello di vita insindacabile. A discapito della nostra felicità. Ma che prigione sarebbe la nostra vita se ci accontentassimo di questo? Ascoltarsi richiede un grande sforzo, ma sono profondamente convinto che rispettare il proprio sentire, quello autentico, valga la fatica. Le persone che io ammiro di più, quelle per me più coraggiose, sono quelle che fanno lo sforzo di cercare di essere felici. Quelle che ci provano per davvero. Che non hanno bisogno di censurare quello che gli fa scalpitare il cuore, anche se le rigide regole culturali che ci affliggono suggerirebbero altro. Ammiro quelli che si esprimono liberi. Liberi dal giudizio, verso se stessi e verso gli altri. Ecco, Io voglio usare il mio faro per fare luce su quello che può rendermi libero. Voglio ascoltarmi ed essere libero. Abbiamo una vita soltanto.

Finché la barca va…

È incredibile come, mese dopo mese, le illustrazioni di Enrica per Piccoli Gesti, mi offrano l’input di cui ho bisogno per raccontarvi cosa mi accade. Una tra le tante cose che ho imparato durante il mio viaggio in Giappone, è che a volte conviene abbandonare il timone, finché la barca va. Sono stato via per quasi un mese, e mi sono spostato parecchio. Perché il Giappone offre tanta bellezza, ed io quando viaggio ho gli occhi e il cuore affamati. Questo ha richiesto un’organizzazione meticolosa. Ci è voluto del tempo per partorire un itinerario. È stato difficile decidere a cosa dare la priorità; tante le proposte interessanti a cui non avrei voluto rinunciare, ma dovevo fare i conti con il tempo a disposizione. Ve la faccio breve: soprattutto grazie all’aiuto di Gino, che con le questioni organizzative tira fuori il meglio di sé, alla vigilia della partenza avevamo tra le mani un programma degno di essere proposto in un’agenzia di viaggi. Prevedeva giornate intense, che ci avrebbero permesso di vedere tante, tantissime cose. Ma il Giappone, oltre ad essere bello da visitare, è bello da vivere. E per goderci appieno l’esperienza, abbiamo dovuto rallentare un po’, abbandonare il timone, trascurare la tabella di marcia. È stata una scelta saggia, credetemi. Ci ha permesso di conoscere situazioni, incontrare persone, godere di attimi. Di stare sdraiati in un prato a guardare i petali dei ciliegi danzare. Le cose più belle le abbiamo fotografate col cuore, che ha tanti più giga di memoria e non dice mai che lo spazio è insufficiente. Eravamo salpati su una barca che, abbandonata al vento, ci avrebbe portati ad imbatterci in tanta meraviglia. Quindi perché non lasciarsi stupire dagli imprevisti, dagli incontri inaspettati, da sapori sconosciuti?
Il cuore ha un gps infallibile, sa sempre dove portarti (grazie Susanna Tamaro! ).
Credo che questo non valga solo per i viaggi. A volte mi sembra di passare più tempo a programmare la mia vita che a viverla. Questo merita una riflessione. Spesso confondo la fortuna con la scelta. Stare bene, godere delle cose belle che tutti noi abbiamo nelle nostre vite, forse è davvero una scelta. Quella di focalizzarci su quello che abbiamo anziché su quello che ci manca. Se sei già sotto un ciliegio fiorito che ti riempie di meraviglia, goditi quello, anziché correre a cercare uno più fiorito, che poi magari neanche lo trovi. No?