In my shoes

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Perseguire i propri obiettivi è spesso un compito arduo. La strada che porta alla meta si rivela  impetuosa e ricca di imprevisti che talvolta portano a sentirsi profondamente scoraggiati. Ma credo che, ancor prima di imboccare quella strada e prepararsi ad affrontarne le impervie difficoltà, sia molto complicato trovarla la strada. Per quanto possa essere difficile fare quello che si vuole, lo è molto di più capire cosa si vuole; trovare qualcosa in cui potersi riconoscere, vestire dei panni in cui sentirsi a proprio agio. Per me questa è sempre stata una sfida enorme!

Mi reputo una persona curiosa, che cerca approci sempre nuovi. Non ho paura di sperimentare e sperimentarmi in ruoli diversi, ma recentemente ho cominciato a soffrire la mancanza di una vocazione, di un percorso che si adatti bene alle mie scarpe. A volte mi sono sforzato di dedicarmi con una passione fittizia a situazioni che si avvicinavano più all’immagine idealizzata che ho di me stesso che al vero me. Ed oggi ho la sensazione che questo mi abbia fatto perdere del tempo prezioso che avrei potuto dedicare alla ricerca del MIO vero cammino. In realtà non sono del tutto pentito poiché ogni esperienza mi ha arricchito, permettendomi di maturare una grande flessibilità nell’avvicinarmi a situazioni diverse, ma ora voglio tracciare un nuovo percorso verso me stesso. In inglese si usa l’espressione “In my shoes” per indicare il sentirsi nei propri panni, dunque a proprio agio con se stessi. Ed io voglio poter comprare le scarpe giuste, avendo capito qual’è la strada da percorrere.Watch movie online Rings (2017)

Sabato scorso, durante una lezione del corso di counseling che sto frequentando, ho avvertito una sensazione nuova, mai provata prima. Ero rapito dalle accattivanti modalità del docente (una persona profondamente sensibile e con un’intelligenza fuori dal comune, il mio preferito!) di spiegarci le dinamiche che caratterizzano i rapporti di coppia. Ad un certo punto ho sentito qualcosa che iniziava a crescermi dentro occupando sempre più spazio nella mia mente e nel mio cuore. Era il seme della consapevolezza che cresceva come quelle immagini accelerate dei documentari naturalistici in cui il bocciolo si apre in un fiore meraviglioso nel giro di pochi secondi. Allo stesso modo quella consapevolezza è esplosa come un piccolo Big Bang emotivo che ha dato origine ad una rivelazione eccitante; il mio percorso, quello giusto, mi è apparso chiaro e nitido davanti agli occhi. Ho compreso in un istante che il mio desiderio di crescere, maturare, migliorarmi, è diventato l’aspirazione di aiutare le persone a guardarsi dentro per conoscersi, comprendersi, accettarsi. Ne abbiamo tutti così bisogno, di imparare a volerci bene. Un compito oggi difficile come non mai!

Io sto cogliendo i frutti di un percorso in questa direzione e li voglio condividere, voglio che le persone si sentano “rapite dalle mie accattivanti modalità” di spiegare loro come ritrovare se stesse. Oh, mi sentirei così a mio agio in questi panni!
E magari aprirei un piccolo studio: “Il lato fresco”, per aiutare chi non gira il cuscino da troppo tempo a riscoprire la piacevole sensazione di freschezza della guancia appoggiata sul cotone delle federa. È stato quasi come innamorarmi, perché ci si può innamorare delle idee come delle persone. Ed esattamente allo stesso modo all’inizio sembra tutto facile e meraviglioso, le complicazioni arrivano poi…
Ho deciso che me la vivrò così, con la consapevolezza che le difficoltà arriveranno ma incoraggiato dalla convinzione di sapere esattamente cosa mettere nella valigia per affrontare questo viaggio. Il MIO viaggio. Quello giusto.
Frank Sinatra cantava:

I planned each charted course;
Each careful step along the byway,
But more, much more than this,
I did it my way.

Ho programmato ogni percorso
Ogni passo attento lungo la strada
Ma più, molto più di questo
L’ho fatto a modo mio.

Ed è esattamente ciò che spero di pensare tra qualche anno voltandomi indietro.

Kino

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