Immagina, sogna, vivi…

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Immaginare è una delle cose più belle che gli uomini sappiano fare. C’è gente talmente brava che lo fa di professione, e ci fa sognare ad occhi aperti. Ma dentro ciascuno di noi vive un professionista dell’immaginazione che invece lavora solo quando sognamo a occhi chiusi, lasciando al nostro risveglio qualche maceria delle sue opere d’arte sotto forma di ricordi confusi. Non sarebbe meraviglioso poter liberare a comando, da svegli, l’immaginazione infinita e folle del nostro inconscio onirico? Offro i miei servigi a vita a chiunque sia in grado di insegnarmi a farlo!

Nel frattempo cerco di imparare da autodidatta, con scarsi risultati. Finora sono riuscito a capire solo la cosa più ovvia: che bisogna disintossicarsi dal pensiero logico. La logica è come una città: ordinata grazie alle sue regole, confortevole e sicura nella sua prevedibilità, elegante nell’architettura. Siamo talmente urbanizzati nel pensiero razionale che a volte fa fatica la sola idea di fare una scampagnata nell’assurdo; ci sentiamo come a disagio, fuori dal nostro ambiente. Quando però capita di superare la pigrizia, il senso di libertà che si prova è rigenerante! Ripulire i polmoni della mente con una lunga escursione, o meglio ancora con qualche giorno di campeggio nel pensiero impossibile, è salutare all’igiene mentale e andrebbe fatto ogni qualvolta se ne presenta l’occasione.

Ed ecco l’altra cosa importante che ho capito: che l’occasione non si può presentare abbastanza spesso se il “tempo libero” si limita a un’ora d’aria ben delimitata tra un impegno e l’altro. L’anima deve poter vagabondare e perdersi senza preoccuparsi del rischio di non riuscire a rientrare entro l’ora del coprifuoco stabilita dal prossimo appuntamento. Fino a qualche anno fa ero sempre occupatissimo, al punto che non riuscivo più neanche a godermi le cose belle con cui affollavo le mie giornate. Poi per fortuna ho capito che le escursioni illogiche si fanno meglio in ciabatte e che svuotare l’agenda è un passo importante per la manutenzione spirituale. Ecco perché sono così importanti le vacanze: perché sono “vacanti” di impegni fissati! Non fanno testo quelle con un programma stabilito al minuto che andrebbero più propriamente chiamate “turismo agonistico”. Il bello delle vacanze è proprio quello di trasferirci in uno stato d’animo propizio alla creatività. Il brutto invece è che a un certo punto finiscono e bisogna riprendere la vita quotidiana.

Esiste però una categoria di sapienti che può permettersi di delegare a degli schiavi tutte le futili preoccupazioni materiali. Così il pensiero logico gli serve a poco, il loro tempo è davvero libero e possono passare gran parte del proprio tempo a inventare con leggerezza mondi fantastici, storie improbabili, regole incoerenti, domande esistenziali, idee non convenzionali. Questi tiranni, noti come “bambini”, basano quindi la loro sapienza su quella che noi adulti sacrifichiamo alle banali questioni di sopravvivenza. Un momento… forse uno di loro può insegnarmi a evocare l’immaginatore notturno che è in me: in tal caso sono pronto, come promesso, a offrirgli i miei servigi a vita!

Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono, a chi sogna solo di notte.
Edgar Allan Poe

Gino

Movie Fifty Shades Darker (2017)

Prima di partire per un lungo viaggio…ricordati che poi dovrai anche tornare!

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No, no e no! Non ci voglio andare al lavoro domani! Lo so che poi incontro di nuovo i colleghi che sono tutti simpatici e che si imparano sempre tante cose nuove e che mi è sempre piaciuto andare al lavoro… ma non ci voglio andare lo stesso! Anzi, non voglio proprio andare a dormire stanotte, le mie palpebre si respingono come due calamite con la stessa polarità. Non è per il rifiuto di quello che ricomincia domani, ma per la nostalgia di quello che si chiude: e cioè il poter perdere il conto di che giorno sia, il non avere programmi precisi per la giornata, fare esperienze e vedere luoghi incantevoli, sempre accanto al mio compagno di viaggio preferito. È lì al piano di sotto che guarda la TV mentre io cerco di prendere sonno, domattina mi sveglierò al suo fianco e poi lo ritroverò a casa al ritorno dalla giornata lavorativa: eppure già mi manca quell’intimità speciale della vacanza-luna di miele.

Ma non c’è niente da fare. La nostra pur felice routine quotidiana ci strappa senza appello all’illusione breve e necessaria di una vita senza pensieri. E io per vendetta strappo alle mie ore di sonno almeno il tempo di segnarmi alcune rivelazioni manifestatesi durante gli ultimi 15 giorni di vagabondaggi terroni:

1. I tramonti sul mare andrebbero inclusi nella lista dei diritti umani fondamentali;
2. Ingozzarsi di libri nella brezza di un giardino di ulivi e fichi d’India può essere più appagante di un pomeriggio in spiaggia;
3. Per imparare il coraggio di tuffarsi da una scogliera o di attraversare un tunnel subacqueo che divide una grotta verde scuro dal mare aperto serve un’infanzia di addestramento priva di madri ansiose;
4. I paesi nordici devono avere invaso di nascosto la Puglia meridionale e parte della Basilicata, a giudicare dalla pulizia e manutenzione urbana: forse è opportuno informare il governo;
5. Rocce, pietre, caverne e montagne non sono per niente ferme e inanimate. Crollano, si spostano, avanzano, si riempiono, si spopolano, si ripopolano, custodiscono forme di vita preistoriche… Ci sembrano ferme perché la vita del più longevo di noi equivale alla durata di uno sputo sull’asfalto in una giornata di solleone. Probabilmente le farfalle che vivono solo un giorno passano la loro vita a pensare che gli umani siano tipo delle rocce ma più mobili;
6. Due settimane sono il minimo indispensabile per immergersi appieno nello spirito della vacanza; solo che dopo qualcuno ti ripesca a forza e lo spirito evaporando rapidamente ti lascia ubriaco e infreddolito ad affrontare lo shock del ritorno alla normalità.

Addio ferie, non vi dimenticherò… sigh!

Gino