C’è chi resta

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Diventa difficile da credere, dopo una serie di abbandoni a cui ormai tutti ci abituiamo, ma c’è chi resta. C’è davvero. C’è chi impara a comprendere il nostro modo di stare in questo mondo disordinato, con le imperfezioni che ci fanno sentire spesso inadeguati, e ci rassicura sulla possibilità di poterci convivere serenamente. C’è chi sa vedere il buono di noi, anche quando ci esprimiamo attraverso le nostre nevrosi per difenderci. C’è a chi non importa se siamo di cattivo umore senza una ragione e sa aspettare con discrezione un accenno di sorriso come via libera per darci un abbraccio. C’è chi continua a prepararci il caffè al mattino, anche se appena svegli siamo intrattabili, e c’è chi non si stanca di ripeterci che siamo belli anche se chiediamo fino allo sfinimento se è tanto evidente quel chilo in più.

C’è chi resta.

Anche quando dopo una giornata di lavoro estenuante non trova un gesto affettuoso ad accoglierlo, e nonostante ciò mantiene la voglia di comprendere cosa nasconde un broncio apparentemente insensato. C’è a chi non importano le questioni di principio, importano le questioni d’amore. E ti starà sempre bene la camicia nuova che hai comprato, anche se i soldi non bastano più. Perché la luce nei tuoi occhi quando sei felice è tutto ciò di cui ha bisogno, tutto ciò che gli serve per restare.

A volte è faticoso accettare che queste persone vogliano restare; è frustrante perché riusciamo a sopportare noi stessi e le nostre contraddizioni meno di quanto sappiano fare loro, siamo incapaci di concederci la tenerezza che sono tanto desiderosi di darci. La tendenza di mandare al diavolo chi chiede solo di potersi prendere cura di noi è tanto paradossale quanto autentica. Basterebbe convincersi che meritiamo tutti qualcuno che resta! Io l’ho capito. E sono felice.

Kino

Herbie: tante famiglie, un solo cane

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La nostra guest star di oggi si chiama Herbie, un esemplare di “cane itinerante”, o anche “cane collettivo”. Infatti, pur appartenendo nominalmente alla sorella maggiore di Kino, viene prelevato all’occorrenza anche da altri membri della famiglia e restituito a discrezione, a volte diverse settimane dopo. Un po’ come si potrebbe fare, che ne so, con dei cavi per la batteria dell’auto: solo che lui serve a ricaricare il buonumore. Io e Kino non abbiamo l’occasione di tenerlo né spesso, né a lungo quanto vorremmo, ma quando succede è sempre una fonte di risate e tenerezza.

Herbie è coccolosamente ridicolo già nell’aspetto. Ha degli occhi nerissimi impossibili da scovare, un po’ perché si confondono col colore del pelo, altrettanto nero, ma soprattutto perché coperti da sopracciglia folte che ricadono giù come una tendina. Viene da chiedersi come faccia a non sbattere il muso dappertutto (cosa che in effetti a volte succede)… Ha dei baffoni che rispetto alle piccole dimensioni e alle proporzioni tozze, da tostapane, gli danno un’espressione burbera e un po’ goffa. La coda rigida e appuntita ricorda le antenne telescopiche delle radio degli anni ’80. Quando è contento e scodinzola, la fa vibrare come un bastone da rabdomante.

Herbie è uno dei cani più pigri che abbia mai conosciuto. Dorme praticamente per tutto il tempo; delle volte bisogna convincerlo persino ad andare in passeggiata! Prende iniziative solo per spingere la testa sotto la mano e prendersi i grattini. Si spiaccica su un fianco tenendo una delle zampe posteriori sollevata, per godersi al massimo le coccole. Quando ci si ferma solleva la testa e si gira, come a dire: “Beh? Perché hai smesso?”.

Il suo dinamismo viene evocato solo in presenza di cibo, e pur sapendo che non riceverà nulla, lo chiede ogni volta con l’impegno delle occasioni irripetibili. Ha persino elaborato autonomamente un numero circense che riserva unicamente a questo scopo, e che generalmente conquista chi vi assiste per la prima volta. Allego qui sotto una sua esibizione affinché vi troviate preparati a non cedere.

Herbie lavora come pelouche a tempo determinato. Quando lo si lascia a casa, si appennica nel posto in cui si trova, e al rientro lo si ritrova sempre nella stessa identica posizione, apparentemente inerte proprio come un pelouche. A quel punto esce automaticamente dallo stand-by e inizia a ululare saltando euforicamente qua e là per festeggiare il tuo rientro. Tutto questo per non più di un minuto, dopo si stanca e si rimette a ronfare. D’altra parte Herbino comincia ad avere anche una certa età. Poco tempo fa, dopo essersela vista brutta dal veterinario, aveva ripreso un’iperattività degna dei giorni adolescenziali, ma ora sembra tornato alla sua saggezza a basso consumo.

Kino lo chiama “il nostro véciot” (significa “vecchietto”, in dialetto trentino). In effetti gli vogliamo bene come se fosse nostro… e in fondo, in quanto cane collettivo, un po’ lo è.

Gino

Il re dei buoni propositi

No panic: non state iniziando a leggere un lungo articolo sui buoni propositi per l’anno nuovo. Non che manchino, anzi, per la verità ce ne sono parecchi, qualcuno anche piuttosto originale. Ma mentre il profumo del caffè riempie la cucina in questa prima, fredda mattina dell’anno, sento di volerne condividere uno soltanto. Quello a cui quest’anno ho dato la corona perché eletto il re dei buoni propositi: volere bene a se stessi! Per il momento è una corona di carta, ma è pur sempre una corona! Col tempo diventerà più solida e resistente.
E questo non è solo un buon proposito, è un augurio che faccio a tutti col cuore. Perché voler bene a se stessi significa coltivare l’indulgenza, la tolleranza, la gentilezza. Più bene ci vogliamo, più ne abbiamo da dare agli altri. Più impariamo ad accettare ed amare le nostre imperfezioni, meglio riusciremo a vedere la bellezza in quelle del mondo. Ciò che non conosciamo di noi può smettere di farci paura, cosicché quello che non conosciamo della vita possa diventare un’opportunità. Le persone che imparano a volersi bene, imparano ad essere buone. Alla fine non facciamo che riflettere il nostro amor proprio verso l’universo!

Amare se stessi è l’inizio di un idillio che dura tutta la vita.

Lo disse Oscar Wilde. E allora concediamoci quest’idillio!

Felice anno nuovo!

Kino